Dress Teller

Dress Telling

Nella mia testa l’alta moda appartiene al passato. La trovo nei grandi couturier come Dior, la grande Coco Chanel, YSL, il nostro Capucci. Erano tutti sarti, prima che stilisti. Oggi che si è perso molto di quel lavoro manuale credo che l’artigianato debba ancora essere una componente essenziale, se non il valore aggiunto, della moda. Come ogni altra cosa che ruota attorno ai grandi numeri, anche la moda si è massificata e la proposta non a caso si è omologata creando una tendenza “imposta”.

Resta il fatto che comunque ognuno di noi è un individuo unico e fare un abito “su misura e persona” significa onorare questo concetto fondamentale. Dalla creazione con i disegni agli sviluppi dei cartamodelli (vera e propria geometria) fino alla scelta dei tessuti, le cuciture, le rifiniture manuali e gli addobbi: tutti i passaggi di questo processo creativo implicano lavorazioni artigianali, studio e esperienza.

L’artigianato per molto tempo ha conosciuto un’accezione negativa. Il manufatto artigianale era sinonimo di impreciso e approssimativo rispetto ai lavorati industriali. Il valore di un abito su misura non sta solo nella lavorazione a mano, che lo rende un prodotto di alto artigianato, ma anche nel lavoro di progettazione e di espressione di una personalità e che lo avvicina ad una forma d’arte. Ecco perché la definizione di dress teller è quella che mi si avvicina di più.

FF